UN AIUTO PER L'INVERNO

Gli animali selvatici trovano il loro cibo in natura.
Ci sono periodi nei quali è più abbondante, mentre durante l'inverno ecco che scarseggia, proprio quando sarebbe utilissimo averne a disposizione in quantità, perché l'organismo brucia calorie in maniera molto più intensa e veloce, per poter mantenere la temperatura corporea a livelli ottimali e consentire lo svolgersi di tutte le funzioni vitali.
A causa di questa scarsità di alimenti molti animali non riescono a superare i rigori dell'inverno e muoiono di fame e di stenti, oppure per gravi malattie di cui sono facile bersaglio in conseguenza dell'abbassamento delle difese immunitarie causato dalle carenze nutrizionali.
L'indebolimento li espone anche ad un maggior rischio di essere predati da altri animali.



La natura ha provveduto agli animali che non avrebbero mai potuto sopravvivere all'inverno, in quanto il loro cibo veniva a mancare completamente, dotandoli della capacità di andare in letargo.
Uno di questi è il riccio, che essendo un insettivoro, durante l'inverno non potrebbe sopravvivere proprio a causa della quasi totale assenza di insetti.
Anche per gli animali che vanno in letargo non è però così scontato il risveglio primaverile...
Infatti per superare il periodo del lungo sonno invernale devono trovarsi nelle migliori condizioni fisiche nel tardo autunno, altrimenti per loro il letargo sarà solo un cammino verso la morte.

Tutto questo però rientra nel meccanismo della selezione naturale.
La natura non è tenera con i suoi figli: i più deboli saranno inesorabilmente destinati a soccombere.
D'altra parte se non ci fosse questa selezione si verificherebbe un incremento demografico eccessivo che a lungo andare metterebbe a rischio la sopravvivenza della specie medesima.
Infatti in mancanza di selezione naturale gli esemplari più deboli o tarati sopravviverebbero ugualmente e si riprodurrebbero dando origine ad una discendenza a sua volta debole e tarata; alla lunga la specie ne soffrirebbe e potrebbe addirittura rischiare l'estinzione.

Se per gli animali il problema fosse unicamente quello della selezione naturale, sarebbe comunque da accettare proprio perché naturale.

Purtroppo qualcosa di ben più grave minaccia la sopravvivenza della fauna selvatica: l'uomo.
Sovente la fame spinge i selvatici ad abbandonare ogni prudenza, avvicinandosi al cibo che esseri umani ignobili predispongono appositamente per trarli in inganno ed ucciderli facilmente.
In questo modo uccelletti e piccoli mammiferi come lepri e conigli finiranno inesorabilmente in pentola.
Non hanno sorte migliore i pesci, che si rifugiano nelle acque più riparate e meno fredde, dove però è fin troppo facile che vengano catturati con reti e altri sistemi vietati.



Volpi, faine, lupi, uccelli rapaci diurni e notturni, ancor oggi purtroppo odiati perché ritenuti a torto nocivi, vengono attirati con appetitose esche avvelenate o vengono presi nei lacci metallici, nelle tagliole ed in altri orribili attrezzi e lasciati lì ad agonizzare a volte per giorni interi finché non giungerà la morte a liberarli dalle sofferenze.
In ogni caso, sia che si tratti di bracconaggio, piuttosto che di caccia legale, la sorte degli animali che hanno la sfortuna di incontrare sul loro cammino certe bestie umane è la stessa: la morte.

Per cercare di evitare che tanti selvatici facciano una brutta fine facendosi prendere...per fame, è importante offrire loro del cibo quando le condizioni di vita si fanno più dure ed aumenta la difficoltà di trovarne in quantità adeguata al bisogno.
Ognuno si regolerà in base al tipo di animali che vivono nella sua zona e che pensa di essere in grado di aiutare, tenendo conto anche della disponibilità economica per l'acquisto di cibo e del tempo che potrà dedicare a questa azione di aiuto.
Quando si decide di intraprendere questa strada, non si può dopo qualche giorno o qualche settimana lasciar perdere tutto; dobbiamo tener fede all'impegno morale che abbiamo preso verso questi animali quando abbiamo iniziato ad aiutarli; dobbiamo continuare finchè non giungerà la stagione che porterà cibo in abbondanza.

Indubbiamente gli animali il cui soccorso è materialmente alla portata di tutti sono gli uccelli, anche perché si fanno vedere, al contrario di molti altri animali, in particolar modo i mammiferi, che sono invece decisamente elusivi e rifuggono istintivamente l'uomo e quindi ben difficilmente possiamo accorgerci della loro presenza, a meno di non essere in grado di rilevarla da altri segni.
Offrire cibo agli uccellini che frequentano il giardino non fa del bene solo a loro, ma anche a noi, dandoci la possibilità di osservare da vicino queste creature.
Chi ha il bosco dietro casa potrà predisporvi delle mangiatoie, facendo però ben attenzione che il luogo non sia frequentato da cacciatori e bracconieri...
Nell'incertezza è meglio attirare gli uccellini nel proprio terreno privato, dove saranno al sicuro da brutte sorprese.

Ci sono anche altri piccoli animali che ci potrebbe capitare di incontrare: i ricci, che però all'arrivo della stagione fredda si ritirano nelle loro tane riducendo al massimo ogni attività o anche sospendendola del tutto.
Per loro non è quindi tanto importante l'aiuto alimentare invernale, quanto piuttosto quello che potremo fornire a partire dalla primavera, al loro risveglio dal letargo, quando dovranno cominciare a riprendere peso in vista della stagione riproduttiva e soprattutto per poter accumulare riserve di grasso per superare il successivo periodo di letargo invernale che giungerà puntualmente come ogni anno.






Animali SOS non aderisce a campagne pubblicitarie e non ha alcun interesse a far comparire sul tuo browser banner e pop-up; se ne vedi, sappi che non dipende da noi.

Blocca la pubblicità sul tuo browser Non sai come bloccare la pubblicità prima che arrivi sul tuo browser? Scoprilo cliccando sul lucchetto.


    


Né a Pasqua, né mai!


Articolo di Beatrice Montini (Corriere della Sera)
Investigazioni di Animal Equality Italia






Malata di sclerosi multipla e contraria alla sperimentazione animale
Dottor Stefano Cagno

Clicca la foto per l'articolo del dott. Stefano Cagno, Dirigente Medico Ospedaliero dell'Az. Osped. Desio e Vimercate (MB)
Visita EQUIVITA












                                                                                                    Sito aggiornato a