BACCHE
ma anche frutta e semi


Alberi e arbusti che fruttificano abbondantemente costituiscono un'irresistibile attrattiva per molti animali selvatici, ma soprattutto per gli uccelli.
Frutta, bacche e semi sono alimenti ricchi di zuccheri, vitamine, sali minerali e in qualche caso anche di grassi e sono graditissimi durante l'inverno, come preziosa integrazione alimentare allorché gli altri cibi scarseggiano, ma anche in ogni altro periodo dell'anno saranno sempre molto amati.
Qualcuno afferma che gli uccelli siano molto attratti dai frutti di colore vivace; è però probabile che l'osservazione che ha portato a questa conclusione sia stata fatta durante l'inverno, quando per la scarsità di altri cibi gli animali sono più affamati e mangiano una maggior quantità di bacche rispetto agli altri periodi dell'anno, e d'inverno le bacche rosse sono le più diffuse.
In realtà mangiano con lo stesso appetito bacche di tutti i colori.
Ogni cosa in natura ha la sua utilità: se nessun animale mangiasse frutti blu, non ci sarebbe motivo per giustificarne l'esistenza.
La natura non fa mai nulla per caso e le bacche che sfamano gli uccelli hanno al loro interno uno o più semi che passano indenni attraverso l'apparato digerente dei volatili, i quale poi con le feci emettono il seme, anche a notevole distanza dalla pianta da cui avevano strappato i frutti, contribuendo così in maniera determinante a diffondere le varie specie di alberi.
La nuova piantina non nascerà ai piedi della pianta madre, dove avrebbe scarse probabilità di crescere bene e se poi il seme avrà la fortuna di essere lasciato cadere in una zona raggiunta dai raggi diretti del sole, potrebbe avere ancora maggiori probabilità di svilupparsi bene.

I grandi appezzamenti di terra incolta solitamente ospitano già una certa quantità e varietà di piante che attirano gli uccelli e in ogni caso volendo piantarne altre non si avrà che l'imbarazzo della scelta.
Diverse sono invece le cose per chi dispone solo di un modesto giardino, di un terrazzo o di un semplice balcone, perché indubbiamente, per ovvi motivi di spazio, non si potranno piantare alberi di notevole sviluppo.
Spesso capita di non prendere in considerazione la taglia che l'albero raggiungerà da adulto, oppure si pensa che quando diventerà troppo ingombrante non si dovrà far altro che tagliare le parti in eccesso...

Ogni vegetale, a seconda della specie di appartenenza, è destinato ad avere mediamente un certo sviluppo come apparato radicale, altezza, lunghezza dei rami, ingombro laterale...
E'vero che con una potatura intelligente si può contenere lo sviluppo in altezza o la crescita dei rami, ma solo fino ad un certo punto.
Infatti se l'albero è nato per essere un colosso, volendo a tutti i costi limitarne fortemente lo sviluppo servirà solo a rovinarlo irrimediabilmente, mettendone in serio pericolo la sopravvivenza, rendendolo poco adatto per ospitare la vita selvatica, e facendogli assumere un aspetto davvero poco attraente.
Questo non significa però che chi ha poco spazio debba abbandonare l'idea di poter offrire bacche e frutta agli uccelli.
Anche su un balcone ci sarà posto almeno per un piccolo arbusto o per un alberello da frutto; l'importante è che non ci sia anche...il gatto di casa!

Il tipo di pianta da acquistare, oltre che dalle dimensioni del posto dove la collocheremo e dal nostro gusto personale in fatto di fioritura, colore delle bacche e del fogliame, dipende però anche da altri importanti fattori.
Se abitiamo in una zona con inverni lunghi e rigidi e temperature che scendono sotto lo zero, è inutile che acquistiamo una pianta tropicale.
Allo stesso modo se abitiamo in una zona molto piovosa non dovremo comperare piante che amano il clima secco, e viceversa.
Piantare nelle zone marine essenze arboree tipiche della montagna non solo impedirà loro di crescere a dovere, ma sarà una soluzione poco bella da vedersi, così come fare il contrario.

Possiamo andare direttamente in qualche vivaio e farci consigliare dal venditore che, se è davvero competente ed onesto, ci dirà quali piante sono adatte al nostro scopo e al nostro giardino, terrazzo o balcone.
Con tutta probabilità spesso indicherà piante di altri Paesi che si adattano benissimo anche da noi, e che magari hanno già attirato la nostra attenzione perché insolite, diverse da quelle che siamo abituati a vedere.
Potendo farlo, sarebbe meglio limitarsi alle piante indigene, quelle che sono originarie delle nostre zone o che vi sono presenti da tempo immemorabile.
Questo per diversi motivi, tra i quali la maggior resistenza delle piante "nostrane" al clima e ai parassiti di queste zone.
Piante che arrivano da altri Paesi sovente non hanno la capacità di difendersi adeguatamente, soprattutto da quei parassiti che nei loro luoghi d'origine non sono presenti.
Di conseguenza se venissero infestate dovremmo ricorrere a trattamenti chimici che proprio non si accordano con un giardino rispettoso della natura e del benessere degli animali e nostro.

Un punto negativo delle piante nostrane è che solo un ristretto numero di specie è adatto ad essere coltivato in piccoli spazi, mentre un punto a favore delle piante provenienti da altri Paesi è che molte sono di piccole o medie dimensioni anche nella fase adulta e si adattano bene ad essere coltivate in vaso o in piccoli spazi nel giardino.

E' opportuno mettere a dimora anche qualche pianta sempreverde, isolata o a siepe, per offrire rifugio notturno e riparo dalle intemperie e dal freddo a molti uccelli e nei pressi delle quali potremo collocare qualche mangiatoia.
Questi sempreverdi saranno davvero molto apprezzati e sempre frequentatissimi, non solo d'inverno, ma anche in estate perché offriranno riparo dalla calura.

Internet dà a tutti la possibilità di informarsi ampiamente, quindi spendiamo un po' del nostro tempo per fare delle ricerche, in modo da preparare una lista delle piante che più ci attirano, tenendo però conto delle loro esigenze, per poter procedere ad un acquisto che darà a noi e agli animali un futuro ricco di soddisfazione.
Se abbiamo la possibilità di mettere a dimora le nostre piante vicino ad una finestra, avremo la piacevole sorpresa di poter ammirare il viavai degli uccelletti, anche se all'inizio ovviamente saranno un po' diffidenti.

Ci sono alcuni rampicanti molto rustici, come edera e caprifoglio, che potrebbero essere adatti all'alimentazione degli uccelli, purché non ne vengono tagliate le punte, altrimenti non produrranno bacche.
E non dimentichiamo l'uva americana nera: rusticissima e dolcissima, non richiede trattamenti antiparassitari e anticrittogamici ed è anch'essa molto gradita.
La rosa canina in inverno sarà carica di piccole bacche rosse, tuttavia anche questa pianta non deve essere troppo potata, altrimenti produrrà pochi cinorrodi.
Il ligustro può essere allevato a siepe, ma a causa delle regolari potature necessarie, non riuscirà a fiorire e quindi a produrre bacche, mentre se allevato ad alberetto e lasciato crescere abbastanza liberamente fiorirà abbondantemente e produrrà grappoletti di piccole bacche blu scuro.

Si trovano comunemente in vendita fruttiferi di taglia nana che coltivati in vaso potranno trovare collocazione anche in un piccolo spazio come un balcone, così come arbusti di mirtillo, ribes, lampone e uva spina anch'essi di piccola taglia e di poche esigenze.

In un modesto giardino o sul terrazzo si potranno mettere a dimora piccoli arbusti dalla ricca fioritura e dall'altrettanto ricca produzione di bacche: biancospino, viburno, crespino, fusaggine, symphoricarpus, pungitopo, juniperus communis che produce le aromatiche bacche blu scuro utilizzate in cucina e per la produzione di un famoso distillato, il Gin...e poi ci sono frangola, amelanchier e nandina domestica...
A proposito di Nandina: si tratta di una pianta che produce bacche belle, ma tossiche; gli uccelli, a quanto sembra, le mangiano senza problemi, tuttavia parrebbe che se ingerite in gran quantità siano tossiche anche per loro.
Quanto ci sia di vero...non è stato appurato con certezza; nel dubbio, meglio optare per qualche altra pianta, della quale si sappia con sicurezza che, anche se fosse tossica, gli uccelli ne possono mangiare a volontà; un tipico esempio è dato dal tasso, i cui piccoli frutticini rossi sono assai apprezzati dagli uccelli e il cui piccolo seme nero è molto tossico, ma non venendo digerito dagli uccelli, transita nel loro intestino e viene espulso intatto, mantenendo integre le sue capacità germinative.

Arbusti di media taglia e piccoli alberi sono il corniolo, il sorbo, la sanguinella, l'olivello spinoso, lo spincervino e il prugnolo.

Una pianta sempreverde come il corbezzolo è adatta anche per un piccolo giardino, mentre altre, come l'agrifoglio, richiedono spazi più ampi.
E' bene ricordare che l'agrifoglio é una specie dioica, in quanto ci sono esemplari con soli fiori femminili (che produrranno le bacche) ed esemplari con soli fiori maschili, che faranno solo fiori, ma la cui presenza è indispensabile per la fecondazione dei fiori femminili
Saremo certi di acquistare una femmina solo se la pianta sarà provvista di bacche. La stessa cosa vale per un altro sempreverde, l'aucuba japonica, che produce lucide bacche rosse ovali abbastanza grandi e molto apprezzate dagli uccelli.

Alberi da frutto amatissimi sono i ciliegi a frutto dolce, da non confondere con le amarene che non sono gradite forse a causa del loro sapore amarognolo.

Nel tardo autunno una pianta adorna di cachi maturi, oltre che essere bella da vedere sarà visitatissima soprattutto da merli, storni, tordi e capinere.

Ci sono piante sempreverdi dalle piccole foglie coriacee e dal portamento particolare, che crescono producendo lunghi e sottili rami, che devono essere guidati e legati a graticci o altri supporti: i cotoneaster, che per lunghi mesi si ricoprono di piccole bacche rosse.




Un'altra bellissima pianta che produce lunghi rami, ricoperti di robuste spine, è la pyracantha selvatica; in assoluto è quella che produce più bacche, rosso vivo e così tante da nascondere quasi il piccolo fogliame lucido verde scuro.

Basta la presenza di una sola pianta selvatica, per far nascere tutt'intorno una vera miriade di nuove piantine.

Estirpandone delicatamente un esemplare alto non più di 10-15 centimetri si riuscirà a d ottenere con facilità una bella pianta molto adatta per esempio ad essere posta alla base di una colonna del portichetto.

In pochi anni riuscirà a raggiungere una considerevole altezza, arrivando traquillamente al secondo piano, ma restando limitata come sviluppo laterale.

Nei vivai si trova in vendita la varietà coltivata, anche lei molto bella e disponibile nei colori rosso, arancione e giallo, ma meno produttiva e con i rami più robusti e rigidi.


Alcuni uccelli gradiscono anche i semi del carpino e della betulla, che durante l'inverno cadono al suolo in grande abbondanza, tanto da tappezzare il terreno; altri mangiano volentieri i semi del girasole e del cardo.
Ognuno di noi inoltre, guardandosi intorno nella natura potrà scoprire qualche pianta particolarmente gradita dagli uccelli e prendere spunto dalle proprie osservazioni per decidere quali mettere a disposizione degli ospiti alati che frequentano il giardino.


pungitopo


corniolo





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Né a Pasqua, né mai!


Articolo di Beatrice Montini (Corriere della Sera)
Investigazioni di Animal Equality Italia






Malata di sclerosi multipla e contraria alla sperimentazione animale
Dottor Stefano Cagno

Clicca la foto per l'articolo del dott. Stefano Cagno, Dirigente Medico Ospedaliero dell'Az. Osped. Desio e Vimercate (MB)
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aucuba japonica


amelanchier


cachi sotto la neve


agrifoglio


sorbo


crespino


bacche di fusaggine


sambuco

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