Organo "vomero nasale" (o di Jacobson) e Flehmen

Il riconoscimento dell'esistenza dell'organo vomero nasale si deve all'olandese Frederik Ruysch (1638-1731) botanico e anatomista noto per gli studi di anatomia e della preservazione dei cadaveri (umani ed animali), nonché per aver individuato le valvole nel sistema linfatico e l'arteria centrale dell'occhio; è ricordato anche per la creazione di diorami o di scene composte da parti del corpo umano.

Solo successivamente il danese Ludwig Levin Jacobson (1783-18439) biologo, medico chirurgo e studioso di anatomia comparata, nel 1809 presentò uno studio sull'organo vomero nasale, che in seguito prese il suo nome.
Attualmente viene indicato anche con la siglia VNO (dall'inglese: Vomero Nasal Organ).
La sua non fu una scoperta, ma una ri-scoperta.
Pertanto sarebbe stato giusto designare l'organo come "organo di Ruysch-Jacobson".


Cos'è e quali sono le sue funzioni
E' un organo olfattivo ausiliario ai normali recettori olfattivi, presente nei vertebrati terrestri, uomo compreso, anche se in quest'ultimo è piuttosto rudimentale.

Si trova nel palato, nella zona anteriore della cavità orale; è costituito da due sottili tubicini a forma di mezzaluna, accostati a formare una piccola sacca in corrispondenza della parte inferiore del setto nasale e mette in comunicazione naso e bocca.
Si tratta di un sofisticato organo di senso, provvisto di una pluralità di rientranze riccamente innervate e vascolarizzate, che amplifica enormemente le sensazioni olfattive, nonché indirettamente anche quelle gustative, poiché il gusto è direttamente dipendente dall'esistenza dell'olfatto.
Le cellule sensoriali dell'organo vomero nasale sono così sensibili, che riescono a percepire anche quei minimi odori che sfuggirebbero ai normali recettori olfattivi.
Le immagini sottostanti indicano la posizione dell'organo vomero nasale nel gatto (a sinistra) e nel cane (a destra).

Organo vomero nasale nel gatto      Organo vomero nasale nel cane

Organo vomero nasale nell'uomoNell'essere umano è presente fin dalle prime fasi della vita uterina (si rileva già verso le 6 settimane), ma sembra vada incontro ad un processo di atrofizzazione nel corso dello sviluppo fetale.
Fra gli studiosi non c'è concordanza, anzi, i pareri sono decisamente contrapposti.

E' fuor di dubbio che sia presente, ma non si è ancora riusciti a determinare con certezza se nell'essere umano la perdita di efficienza possa essere dovuta al fatto che nel corso della sua evoluzione l'uomo ha semplicemente smesso di utilizzarlo, perdendo così la capacità di servirsene, poiché era diventato sempre meno importante per la sopravvivenza e soprattutto per la comunicazione con i propri simili, avendo egli sviluppato nei millenni una complessa forma di linguaggio, sia quello propriamente detto, sia quello corporeo-gestuale, introducendo anche altre forme di comunicazione (ad esempio il modo di abbigliarsi, l'uso del colore, i rituali); probabilmente le nuove forme di comunicazione hanno finito per rende superflua nell'uomo la funzione dell'organo vomero nasale.

Negli altri vertebrati l'organo vomero nasale è ben funzionante, anche se con diversi gradi di efficienza; ad esempio è molto efficiente nei felidi e nei canidi, ma la maggior efficienza si riscontra nei rettili.

E' utilizzato da tutti gli animali principalmente per captare i feromoni (ormoni sessuali), messaggeri chimici che veicolano informazioni sia fra individui della stessa specie, che di specie diverse.
Nell'ambito della stessa specie, riveste grande importanza ai fini del comportamento sociale e della riproduzione, in quanto fornisce informazioni sul periodo fertile e la disponibilità all'accoppiamento della femmina.



L'organo vomero nasale nei rettili e negli anfibi
Organo di Jacobson nei rettili
I serpenti hanno l'abitudine caratteristica di estroflettere e ritrarre la lingua, infilando le due terminazioni nei forellini palatali dell'organo vomero nasale; in tal modo l'odore delle sostanze con cui la loro lingua è venuta a contatto viene trasferito direttamente dalla lingua stessa all'organo.




Organo vomero nasale nei rettili       Organo vomero nel Drago di Komodo
Serpente                                          Drago di Komodo

Quest'organo è presente in tutti i rettili, sia terrestri che acquatici, quindi si trova, ad esempio, anche nelle tartarughe, nei coccodrilli, nei camaleonti, nelle lucertole, ecc.

E' presente a anche negli anfibi (rane, salamandre, ecc.)




Correlazione tra organo vomero nasale e "Flehmen"
L'organo vomero nasale è coinvolto nel fenomeno conosciuto come "Flehmen" (dal verbo tedesco "Flehmen" che indica l'azione di sollevare il labbro superiore) ed è un mezzo per facilitare il passaggio di feromoni e altri odori nell'organo vomero nasale.

Organo vomero nasale e Flehmen nei felini
Flehmen in un gatto
Chi ha un gatto avrà certamente avuto modo di osservare questo comportamento.
L'animale annusa o sfiora delicatamente qualcosa con la bocca, aprendola leggermente e nel contempo sollevando il labbro superiore.
La lingua non è tenuta nella sua posizione naturale all'interno della bocca, ma viene spinta in fuori quel tanto che basta perché la punta venga a trovarsi fra i denti inferiori.
Questo fa sì che gli odori vengano più facilmente convogliati verso il palato, sul quale vi sono i due accessi alle cavità dell'organo vomero nasale, il quale attraverso le fibre nervose trasmetterà la sensazione olfattiva all'area del cervello deputata alla decodificazione e l'animale risponderà poi di conseguenza.
Pertanto durante il Flehmen l'animale espone maggiormente l'organo vomeronasale alle molecole odorose, permettendo di inviargli il massimo di informazioni olfattive possibili.

Breve filmato con esempio di Flehmen in una gatta

L'aria pregna dell'odore "aspirato" dal gatto raggiunge l'organo di Jacobson il quale trasmetterà la sensazione olfattiva all'area del cervello deputata alla decodificazione di questi stimoli e l'animale risponderà poi di conseguenza.
Gatto schizza urina All'aperto il Flehmen è più facilmente osservabile negli individui maschi, in quanto, essendo molto territoriali, non gradiscono intrusi nell'area di loro competenza e consente loro di avvertire i feromoni che maschi della stessa specie emettono con l'urina tipicamente schizzata verso oggetti o superfici verticali, a scopo di marcatura del territorio.
In tal modo, percependone anche le minime tracce odorose, stanno all'erta, pronti a scacciarlo non appena si mostri o addirittura andandolo a cercare per per allontanarlo.

Con il Flehmen un maschio percepisce se una femmina è pronta per l'accoppiamento; questo avviene sia annusandole i genitali esterni, sia captando anche a grande distanza la presenza di femmine in estro, poiché l'aria veicola le molecole odorose dei feromoni di queste ultime; è da tener presente che anche le femmine in periodo estrale possono schizzare urina come i maschi, a scopo di richiamo sessuale; una gatta che vive in appartamento potrebbe semplicemente urinare in luoghi decisamente inappropriati, come il letto o il divano.
Un gatto maschio è in grado di percepire i feromoni di una femmina in estro nel raggio di 2 chilometri e più.

Il Flehmen permette di individuare con maggior facilità anche l'odore di animali di specie differenti dalla propria, la presenza di potenziali predatori o di prede e il tempo trascorso dal loro transito in zona.



Anche l'uomo sarebbe in grado di mettere in atto il comportamento del Flehmen, tuttavia, siccome l'organo vomero nasale umano regredisce in modo significativo durante il processo di nascita, nella nostra specie il Flehmen riveste un ruolo pressoché insignificante.




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Articolo di Beatrice Montini (Corriere della Sera)
Investigazioni di Animal Equality Italia






Malata di sclerosi multipla e contraria alla sperimentazione animale
Dottor Stefano Cagno

Clicca la foto per l'articolo del dott. Stefano Cagno, Dirigente Medico Ospedaliero dell'Az. Osped. Desio e Vimercate (MB)
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Ruysch e Jacobson


Frederik Ruysch


Ludwig Levin Jacobson




Esempi di flehmen


Tapiro


Alce

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