GIARDINO e ANIMALI SELVATICI

Durante la sua plurimillenaria vita madre Natura ha popolato tutti gli spazi disponibili del nostro pianeta con un'infinita varietà di specie animali e vegetali, intrecciandone la vita e le rispettive necessità in un apparente caos, un caos armonico e dinamicamente equilibrato.
Da tempo però questo equilibrio è stato alterato dal comportamento umano, spesso anche irrimediabilmente e siamo arrivati al punto di dover intervenire in concreto per aiutare la vita selvatica.
L'uomo non potrà mai ricostruire ciò che ha distrutto.
La natura stessa è la sola ancora ancora in grado di farlo, ma la natura ha bisogno di spazi indisturbati e di tempo, tanto tempo, e invece l'uomo non può o non vuole più concederle tutto questo.

Sostituirsi alla natura?
I nidi artificiali per gli uccelli da piazzare in giardino o nel boschetto dietro casa sono quasi un classico del volonteroso che intende aiutare la vita selvatica.
Ma sono proprio necessari?
Alcuni volatili hanno sempre utilizzato le cavità naturali dei tronchi degli alberi, solo che dove ha messo mano l'uomo gli alberi cavi sono stati tagliati.
Questi vecchi legni ancor oggi non sono tollerati perché non sono perfetti, non rispondono alle caratteristiche tipiche che nell'immaginario di molti dovrebbe avere un albero degno di questo nome e quindi sono semplicemente ingombri e brutture da eliminare.
Purtroppo la maggior parte delle persone ignora quanta ricchezza stia in un vecchio albero, quanta vita possa ospitare e pertanto si preferisce sostituirli con giovani esemplari sui quali fissare graziosi nidi artificiali, magari anche vivacemente colorati e col tettuccio rosso, che difficilmente verranno utilizzati dagli uccelli perché o sono posti troppo in basso, o dondolano al primo accenno di vento, o non si mimetizzano tra le fronde e mettono a maggior rischio di predazione la nidiata, oppure sono in un luogo soggetto a disturbo.

Quando invece il nido soddisfa determinati requisiti secondo il punto di vista dell'uccello ed è collocato dove e come si deve, è probabile che venga utilizzato da qualcuno alla ricerca di un posto riparato per la riproduzione.
Anche se le dimensioni del nido fossero mal calcolate e un po' ridotte, l'uccellino deporrà e coverà le sue uova dalle quali nasceranno i piccoli e se la stagione sarà clemente essi con tutta probabilità riusciranno a sopravvivere e a diventare adulti.
Tuttavia se dovesse verificarsi un periodo prolungato di tempo piovoso, mamma uccello al rientro nel nido con le penne bagnate, per forza di cose bagnerebbe a sua volta i figli, non essendoci nemmeno un posticino tutto per lei dove potersi asciugare e la nidiata quasi sempre sarebbe destinata a perire.

Pertanto prima di costruire nidi artificiali o anche prima di acquistarne di quelli già pronti è buona norma informarsi sulle esatte caratteristiche che dovrebbe avere a seconda del tipo di uccelli ai quali intendiamo destinarla.
Ogni specie infatti necessita di un nido con caratteristiche particolari, come forma, misure, posizionamento e dimensione del foro di accesso.

Interventi sbagliati, anche se fatti in buona fede, sempre sbagliati restano e sovente fanno più male che bene.
Massima attenzione quindi ogni qual volta si decida di fare qualcosa per gli animali, che si tratti di un nido per uccelli o di una tana per il letargo di un riccio.


Ci sono invece interventi alla portata di chiunque abbia un giardino, grande o piccolo che sia, utili per ricreare un habitat adatto ad ospitare una ricca fauna ed un'altrettanto ricca flora.
Ognuno nel suo piccolo deve impegnarsi nella salvaguardia del territorio, fosse anche solo il fazzoletto di terra privata di cui dispone, che però unito idealmente a tanti altri piccoli appezzamenti vicini andrà a costituire un ben più ampio spazio per ospitare gli animali selvatici che decideranno di frequentarlo e magari anche di metter su casa da noi o nel giardino accanto.

Il giardino che piacerebbe agli animali
Se smettessimo di occuparci attivamente del nostro giardino e lasciassimo fare alla natura, nel volgere di qualche anno diverrebbe letteralmente irriconoscibile ai nostri occhi, una specie di foresta vergine in miniatura.
Alberi e arbusti non più potati prenderebbero il sopravvento, erbe spontanee delle più varie, lasciate crescere indisturbate coprirebbero il suolo, invaderebbero i vialetti e nasconderebbero le bordure; semi portati dal vento o dagli uccelli farebbero nascere nuove piantine.
Piccoli rami secchi così come le foglie cadute in autunno e lasciate al suolo, insieme ad altri detriti vegetali e animali si trasformerebbero in fertile humus che a sua volta favorirebbe la crescita di altre piante.
Naturalmente questo apparente disordine richiamerebbe una moltitudine di insetti e di uccelli e anche piccoli mammiferi come topi o ricci, al cui seguito potrebbe presentarsi persino qualche predatore.
Le zone assolate, sassose o con cavità in cui rifugiarsi sarebbero colonizzate dalle lucertole.
La presenza di una zona umida o di un laghetto potrebbe attirare alcuni anfibi.

Certo che a questo punto, se non già prima, il giardino sarebbe difficilmente fruibile per il proprietario, per ovvie ragioni.
Si può però venire ad una specie di compromesso che ci permetta di continuare a goderci pienamente il nostro giardino, ma al tempo stesso costituisca un'oasi, un rifugio per gli animali selvatici.
Quindi continuiamo a curarlo, ma facciamolo con criterio e il nostro fazzoletto di terra, a ben pensarci, sarà per noi ancor più di soddisfazione. Diventerà più completo, vivo e piacevole, grazie alla presenza non di sole piante e fiori, ma anche di animali selvatici.

Nido naturale


Nido naturale in un albero cavo





Nido artificiale



Nido artificiale che simula molto bene un albero cavo






Esempi di nidi artificiali da evitare











Appello urgente!!





    


Né a Pasqua, né mai!


Articolo di Beatrice Montini (Corriere della Sera)
Investigazioni di Animal Equality Italia




Malata di sclerosi multipla e contraria alla sperimentazione animale
Dottor Stefano Cagno

Clicca la foto per l'articolo del dott. Stefano Cagno, Dirigente Medico Ospedaliero dell'Az. Osped. Desio e Vimercate (MB)
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