SALVAGUARDARE L'AMBIENTE
per aiutare gli animali

Il primo modo per aiutare la vita selvatica è salvaguardare l'ambiente naturale, che non è solo quello costituito dalla natura incontaminata su cui l'essere umano non ha ancora posato le sue mani rapaci.

Ci sono altri ambienti che pur non essendo incontaminati in senso stretto, perché da tempo sono stati colonizzati dall'uomo, possono tuttavia essere ancora definiti naturali, ad esempio quelle parti del territorio destinate all'uso agricolo al fine di soddisfare uno dei bisogni primari di ogni animale: mangiare.
E l'uomo altro non è che una della tante specie animali presenti sul pianeta Terra.



Le zone rurali del nostro Paese fino a pochi decenni or sono erano caratterizzate da appezzamenti di terreno solcati da rogge, canali e canaletti di irrigazione, sulle cui sponde cresceva rigogliosa una vegetazione mista di alberi, arbusti, ed erbe spontanee di ogni tipo, così come lungo le strade vicinali che mettevano in comunicazione cascine e casolari con il paese.



Queste siepi miste erano delle piccole oasi che servivano agli agricoltori che vi trovavano temporaneo riparo dalla calura estiva, ma soprattutto consentivano la vita di una miriade di animali: insetti, piccoli invertebrati, anfibi, rettili, uccelli diurni e notturni, roditori e mammiferi: prede e predatori.


Con la riconversione dell'agricoltura multispecie a favore delle monocolture intensive e con la meccanizzazione della maggior parte dei settori agricoli si è assistito alla progressiva eliminazione delle siepi perché erano di intralcio al passaggio e al lavoro dei grandi macchinari che stavano sempre più prendendo piede.
E' altresì vero che queste innovazioni hanno reso meno duro il lavoro degli agricoltori, tuttavia è anche vero che il settore ha perso posti di lavoro, perché gli uomini sono stati sostituiti dalle macchine.
Di pari passo con questo nuovo modo di fare agricoltura è stato introdotto l'uso massiccio e indiscriminato di fertilizzanti chimici, antiparassitari, anticrittogamici e diserbanti.
In pratica si è passati semplicemente da un opposto all'altro.

Anche la bonifica delle zone palustri, che sono sempre state le più ricche per la numerosa ed eterogenea fauna stanziale o migratoria che ospitavano, se da un lato ha contribuito in modo decisivo a debellare malattie come la malaria, recuperando inoltre terreni utili all'agricoltura, d'altro canto ha provocato una drastica rarefazione di alcune specie animali.
Di pari passo anche il grande sviluppo urbanistico residenziale e industriale iniziato fin dalla seconda metà del novecento ha ulteriormente modificato, ridotto o distrutto completamente alcuni habitat naturali.

Il risultato di tutto ciò è stato che gli animali che popolavano questi ambienti si sono estremamente rarefatti o sono addirittura scomparsi, o perché sono migrati alla ricerca di altri luoghi più ospitali, o perché sono stati decimati dalle sostanze tossiche sparse a piene mani.
Purtroppo era sufficiente che gli insetti venissero avvelenati, perché in tal modo il veleno andasse a colpire anche gli altri anelli della catena alimentare.

Fortunatamente da qualche tempo si assiste alla nascita di nuove realtà agricole o alla riconversione di altre già esistenti secondo una conduzione che sia più rispettosa dell'ambiente, pur senza penalizzare i lavoratori del settore: l'agricoltura biologica.

Nel frattempo molti gli animali, cacciati dai loro habitat naturali, da anni hanno colonizzato molti ambienti urbani periferici, parchi cittadini e giardini privati.
In questi luoghi hanno trovato tranquilità, accoglienza da parte di persone che grazie ad un nuovo modo di sentire non considerano più l'animale come un oggetto animato e nocivo da distruggere o da mangiare, bensì un essere vivente che ha tutto il diritto di vivere e di essere rispettato.








Trattamenti con fitofarmaci









Coltivazioni intensive








Animali SOS non aderisce a campagne pubblicitarie e non ha alcun interesse a far comparire sul tuo browser banner e pop-up; se ne vedi, sappi che non dipende da noi.

Blocca la pubblicità sul tuo browser Non sai come bloccare la pubblicità prima che arrivi sul tuo browser? Scoprilo cliccando sul lucchetto.


    


Né a Pasqua, né mai!


Articolo di Beatrice Montini (Corriere della Sera)
Investigazioni di Animal Equality Italia






Malata di sclerosi multipla e contraria alla sperimentazione animale
Dottor Stefano Cagno

Clicca la foto per l'articolo del dott. Stefano Cagno, Dirigente Medico Ospedaliero dell'Az. Osped. Desio e Vimercate (MB)
Visita EQUIVITA












                                                                                                    Sito aggiornato a