UNA DECISIONE IMPORTANTE

Ora che a grandi linee abbiamo abbastanza chiaro quando e chi sia opportuno raccogliere c'è un altro importantissimo aspetto da prendere in grande considerazione.
Accudire un animale è un compito impegnativo, soprattutto se è ferito o se è ancora piccolissimo.
I cuccioli dei mammiferi hanno bisogno di essere allattati frequentemente e nei primi tempi della loro esistenza devono essere alimentati anche durante la notte.
Va da sè che dobbiamo poter garantire la nostra presenza nei momenti opportuni.

Per gli uccelli l'impegno sarà addirittura maggiore, soprattutto con nidiacei molto piccoli, con poche penne o addirittura implumi, che necessitano di una costante attenzione da parte nostra, letteralmente dall'alba al tramonto, proprio come farebbero i loro genitori, che incessantemente per ore ed ore tutti i giorni fanno la spola fra il nido e i luoghi dove possono trovare cibo per i loro piccoli.
I nidiacei devono essere alimentati tassativamente ogni 10-15-20 minuti, a seconda dell'età, altrimenti moriranno.
Crescendo l'intervallo di tempo fra un'imbeccata e l'altra si allungherà gradatamente.
Se sentite un uccelletto pigolare forte forte e con insistenza, sarà una perentoria richiesta di cibo rivolta a voi; se lo ignorerete dopo un po' pigolerà meno e ad un certo punto se ne starà zitto.
Meno male?!
No, semplicemente sarà oramai in fin di vita se non addirittura già morto...

Pertanto se non avete la possibilità di accudire come si deve i piccoli che avete raccolto, perché magari siete fuori casa per studio o per lavoro, oppure perché avete deciso di trascorrere una giornata all'aria aperta o magari anche l'intero week end, anche se vedete l'animaletto in difficoltà evidente non raccoglietelo; molto probabilmente non se la caverà, ma sarà selezione naturale.
Se tuttavia fosse già in fase di svezzamento una piccolissima probabilità di farcela potrebbe sempre averla, mentre se ve lo portate a casa e poi non lo accudite come si deve, l'unica certezza che avrà al cento per cento sarà quella di morire.

Anche altri impedimenti si possono frapporre fra il desiderio di salvare una piccola vita e il farlo effettivamente.
Ci sono volonterosi soccorritori che si portano a casa l'animale e poi si accorgono che non è così semplice prendersene cura a causa di imprevedibili ostacoli che di volta in volta prendono le sembianze del partner o di qualche altro familiare, che non vuole saperne di dividere neppure una piccola zona dell'appartamento con il nuovo venuto...
Poi ci sono le allergie, vere o di comodo, per penne o peli...
Gli animali non sono dei peluche e fanno anche pipì e cacca, magari vomitano pure e qualcuno deve pulire.

Teniamo ben presente che a volte potrebbe essere necessario ricorrere ad un medico veterinario, acquistare medicine, pagare parcelle...
Alcuni veterinari per la verità quando si tratta di un animale selvatico lo curano a titolo gratuito, mentre altri si fanno comunque pagare.
Non sempre il soccorritore può o vuole spendere per un selvatico; meglio quindi pensarci in anticipo.

Alcuni poi quando si rendono conto di non poter accudire il piccolo o semplicemente non vogliono prendersi un impegno del genere, vanno alla ricerca di qualcuno a cui "scaricarlo" che sia l'amico o il vicino di casa o quell'altra persona nota in paese per essere amante degli animali e sempre pronta ad accorrere in aiuto...
Non trovando nessuno disposto ad accoglierlo ecco un'altra possibilità: rivolgersi ad uno dei tanti Enti e Centri di recupero della fauna selvatica...

Quindi pensateci bene e se deciderete di assumervi l'impegno, fatelo fino in fondo, senza mezze misure.







Cucciolo di capriolo



Cinghialetti



Merlottini







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Né a Pasqua, né mai!


Articolo di Beatrice Montini (Corriere della Sera)
Investigazioni di Animal Equality Italia






Malata di sclerosi multipla e contraria alla sperimentazione animale
Dottor Stefano Cagno

Clicca la foto per l'articolo del dott. Stefano Cagno, Dirigente Medico Ospedaliero dell'Az. Osped. Desio e Vimercate (MB)
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